La sicurezza informatica e la migrazione dei dati aziendali sul cloud sono ormai temi che riguardano anche le PMI più piccole, non solo le grandi aziende strutturate: basta un attacco informatico o una perdita di dati per bloccare l'operatività di uno studio o di un'azienda per giorni. Il Voucher Cloud e Cybersecurity nasce proprio per abbassare la soglia di accesso a questi investimenti.
La misura mette a disposizione di PMI e lavoratori autonomi un contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa sostenuta, con un importo che va da un minimo di 4.000 € a un massimo di 20.000 € per impresa. La soglia minima non è un dettaglio secondario: esclude i micro-interventi e orienta il voucher verso progetti di una certa consistenza, capaci di incidere davvero sul livello di protezione dei dati aziendali.
Un elemento da tenere presente è che i servizi devono essere acquistati presso fornitori abilitati con apposito decreto: non basta rivolgersi a un qualsiasi fornitore di servizi informatici, occorre verificare preventivamente che il soggetto scelto rientri nell'elenco dei fornitori qualificati, pena la non ammissibilità della spesa al contributo.
La dotazione complessiva della misura è di 150 milioni di euro, un importo significativo che testimonia quanto il tema della resilienza digitale delle PMI sia considerato prioritario a livello di politica industriale nazionale. Di questi fondi, 71 milioni sono riservati alle imprese di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, a conferma dell'attenzione specifica riservata al riequilibrio territoriale anche su misure di carattere tecnologico e non solo infrastrutturale.
Sul piano dei tempi, la precompilazione delle domande apre il 20 ottobre 2026, mentre lo sportello per l'invio effettivo parte dal 10 novembre 2026: un doppio passaggio che consente alle imprese di preparare con calma la pratica prima dell'apertura vera e propria dello sportello.
Proprio perché le risorse si assegnano in ordine cronologico di presentazione, e non per graduatoria di merito, conviene iniziare a raccogliere la documentazione — preventivi dei fornitori abilitati, dati identificativi dell'impresa, requisiti dimensionali — con largo anticipo rispetto all'apertura dello sportello, per essere pronti a inviare la domanda nei primi minuti utili.
Per un'impresa che non ha mai affrontato investimenti di questo tipo, un buon punto di partenza è una valutazione realistica del proprio livello di esposizione al rischio informatico e dello stato dell'infrastruttura dati esistente, in modo da individuare gli interventi davvero prioritari da finanziare con il voucher, invece di disperdere il contributo su interventi marginali.
Lo Studio Mascia può affiancare l'impresa nella verifica dei requisiti di accesso, nella predisposizione della domanda e nel rispetto delle scadenze di precompilazione e invio, per non arrivare impreparati all'apertura dello sportello del 10 novembre.
Fonte: MIMIT