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15 agosto 2026

Voucher 3I: fino a 4.000 € per brevettare la propria idea

Una delle spese più sottovalutate da chi sviluppa un'idea innovativa è la tutela della proprietà intellettuale: senza un brevetto correttamente depositato, un'invenzione può essere replicata da terzi senza conseguenze, vanificando anni di investimento in ricerca. Il Voucher 3I nasce per rendere accessibile anche alle realtà più piccole questo tipo di protezione, spesso percepita come costosa e riservata alle grandi imprese.

La misura, gestita da Invitalia per conto del MIMIT, sostiene due categorie di beneficiari: le startup innovative iscritte al registro speciale, già incontrate a proposito di Smart&Start Italia, e le microimprese italiane in generale, nelle spese di consulenza necessarie per la tutela della proprietà intellettuale.

Il contributo a fondo perduto copre due tipologie di attività distinte, ciascuna con un proprio tetto di spesa: le ricerche di anteriorità e il deposito della domanda di brevetto nazionale, fino a 3.000 € più IVA. Le ricerche di anteriorità sono un passaggio cruciale spesso trascurato: verificano che l'invenzione non sia già stata brevettata da altri, evitando di investire tempo e denaro in un deposito destinato a essere respinto o contestato.

La seconda tipologia di spesa coperta è l'estensione internazionale del brevetto, fino a 4.000 € più IVA: un passaggio che diventa rilevante nel momento in cui l'impresa vuole proteggere la propria invenzione anche sui mercati esteri, non limitandosi alla sola tutela nazionale, tipicamente insufficiente per chi ha ambizioni di crescita oltre i confini italiani.

Un elemento distintivo di questa misura, che la rende particolarmente accessibile, è l'assenza di una scadenza fissa: le domande si valutano a sportello, in base all'ordine di presentazione, fino a esaurimento della dotazione complessiva di 9 milioni di euro. Non ci sono quindi finestre temporali da rincorrere, ma resta comunque prudente non rimandare troppo la domanda, proprio per la logica di esaurimento delle risorse.

Per una startup o una microimpresa che ha sviluppato un'invenzione o una soluzione tecnica originale, il voucher rappresenta un'occasione per affrontare con un costo contenuto un passaggio che, se rimandato, espone il progetto al rischio concreto di essere replicato da concorrenti più rapidi nel tutelarsi legalmente.

Prima di avviare la procedura di deposito è comunque opportuno un confronto con un consulente in proprietà industriale, per valutare la reale brevettabilità dell'invenzione e la strategia di tutela più adatta al proprio settore e ai mercati di riferimento, un percorso che il voucher può contribuire a finanziare fin dalla fase preliminare della ricerca di anteriorità.

Lo Studio Mascia può orientare le imprese clienti verso questa misura e verificarne i requisiti di accesso, coordinandosi con i consulenti in proprietà industriale per la parte tecnica del deposito brevettuale.

Fonte: Invitalia

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