Studio Mascia
Tutte le news
24 agosto 2026

Testo Unico degli adempimenti e dell'accertamento: cosa cambia dal 2027

Chiunque lavori quotidianamente con la normativa fiscale italiana conosce la sensazione di dover consultare fonti sparse su decreti risalenti a decenni diversi, ciascuno modificato e integrato più volte nel tempo. Il Testo Unico degli adempimenti e dell'accertamento nasce per porre rimedio a questa frammentazione, almeno per una delle aree più delicate del diritto tributario.

Il D.Lgs. 5 agosto 2026, n. 141, in vigore dal 1° gennaio 2027, codifica in un unico Testo Unico — articolato in 368 articoli suddivisi in tre parti — le norme su adempimenti e accertamento, un'area del diritto tributario che tocca da vicino la vita quotidiana di ogni contribuente e professionista.

Il provvedimento abroga gran parte di tre fonti normative storiche: il DPR 600/1973, che da oltre cinquant'anni disciplina l'accertamento delle imposte sui redditi; il DPR 605/1973, relativo all'anagrafe tributaria, cioè il sistema informativo su cui si basa gran parte dell'attività di controllo dell'Amministrazione finanziaria; e il D.Lgs. 218/1997, che regola l'accertamento con adesione, lo strumento con cui contribuente e ufficio possono definire in via concordata una controversia prima che sfoci in un contenzioso vero e proprio.

È un provvedimento distinto dal Testo Unico IVA, di cui abbiamo parlato in un altro articolo, e ne rappresenta idealmente il completamento: insieme, i due testi unici costituiscono l'ultimo tassello del più ampio progetto di codificazione fiscale avviato con la riforma tributaria degli ultimi anni, un percorso che punta a rendere più organico e consultabile l'intero impianto normativo tributario italiano.

Va detto con chiarezza cosa questo intervento non comporta: non si tratta di una riforma sostanziale delle regole sull'accertamento fiscale. Come per il Testo Unico IVA, l'operazione è principalmente di riordino e ricollocazione sistematica delle norme già esistenti, non di modifica dei loro contenuti sostanziali.

Questo significa che i diritti e i doveri di contribuenti e professionisti nei confronti dell'Amministrazione finanziaria restano, nella sostanza, gli stessi già vigenti oggi. Cambia però la numerazione degli articoli: i riferimenti a cui per decenni ci si è abituati a fare riferimento — un certo articolo del DPR 600, un certo comma del DPR 605 — dovranno essere aggiornati con la nuova numerazione del Testo Unico.

Per i professionisti, questo comporta un periodo di transizione in cui prestare particolare attenzione ai riferimenti normativi citati in atti, contratti, pareri e modulistica: un rimando all'articolo sbagliato, anche se sostanzialmente corretto nel contenuto, può generare confusione o contestazioni formali nella fase di passaggio tra vecchia e nuova numerazione.

Lo Studio Mascia sta seguendo l'evoluzione di questo riordino normativo per aggiornare tempestivamente le proprie prassi interne e la modulistica utilizzata con i clienti, in modo da essere pienamente allineato alla nuova numerazione fin dalla sua entrata in vigore il 1° gennaio 2027.

Fonte: Gazzetta Ufficiale

Hai un dubbio su questo argomento?

Scrivici, ti risponderemo entro 24 ore.

Contattaci

Utilizziamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, solo con il tuo consenso, cookie di profilazione per misurare le nostre campagne pubblicitarie. Consulta la Privacy Policy.