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02 agosto 2026

Il riordino degli incentivi alle imprese in vigore dal 18 agosto

Il D.Lgs. 138/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto 2026 ed entrato in vigore il 18 agosto, riorganizza gli strumenti agevolativi nazionali gestiti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

È importante essere chiari su cosa non è questo provvedimento: non si tratta di un nuovo bonus né di uno stanziamento aggiuntivo di risorse. È un riordino normativo, cioè un intervento che riorganizza il modo in cui gli strumenti già esistenti sono classificati, gestiti e messi in relazione tra loro, senza introdurre nuove tipologie di aiuto.

Il decreto concentra le misure esistenti attorno al Fondo per la Crescita Sostenibile, che diventa il contenitore unico di riferimento per gran parte degli interventi del MIMIT. Questa scelta risponde a un'esigenza avvertita da tempo da imprese e consulenti: la proliferazione di fondi, decreti attuativi e sportelli separati rendeva difficile orientarsi tra strumenti che, nella sostanza, perseguivano obiettivi molto simili.

Il Fondo è articolato su quattro direttrici principali: ricerca, sviluppo e innovazione; nascita e crescita di nuove imprese; investimenti produttivi per la transizione verde e digitale; accesso al credito e ai mercati dei capitali. Ricondurre le misure a queste quattro macro-aree dovrebbe, nelle intenzioni del legislatore, ridurre le sovrapposizioni tra bandi che finora si rivolgevano alle stesse imprese con criteri leggermente diversi, generando confusione più che concorrenza tra strumenti.

Per le imprese che oggi beneficiano di un bando già attivo, il punto pratico è rassicurante: le misure in corso restano valide secondo le regole con cui sono state pubblicate, bandi, decreti attuativi e scadenze già fissate non cambiano per effetto del riordino. Il decreto non ha effetto retroattivo sulle domande già presentate o in corso di istruttoria.

Il discorso cambia per chi sta valutando se avviare oggi una nuova domanda su uno strumento minore o poco conosciuto: nei prossimi mesi è probabile un progressivo accorpamento delle misure più piccole all'interno delle quattro direttrici del Fondo, con il rischio che alcuni bandi di nicchia vengano sostituiti, modificati nei criteri o chiusi anticipatamente in vista della loro confluenza in un contenitore più ampio.

Per un imprenditore o un professionista, la conseguenza pratica è che conviene monitorare gli aggiornamenti prima di impostare un piano di investimento che faccia leva su uno strumento agevolativo specifico, soprattutto se di importo contenuto o gestito da un ente diverso dal MIMIT centrale. Una verifica preventiva evita di scoprire, a domanda già presentata, che il bando è stato nel frattempo riassorbito in una misura diversa.

Lo Studio Mascia segue con continuità l'evoluzione della normativa sugli incentivi alle imprese e può supportare i propri clienti nella scelta dello strumento più adatto al proprio progetto di investimento, verificando preventivamente la stabilità e la validità residua del bando individuato.

Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy

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