Resto al Sud è, da anni, uno degli strumenti più conosciuti per chi vuole avviare un'attività nel Mezzogiorno, e la versione 2.0 ne conferma l'impostazione di fondo, aggiornandone i requisiti di accesso.
Il bando si rivolge a chi ha tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti, e si trova in una condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione. Questo requisito anagrafico e occupazionale non è casuale: la misura nasce per offrire un'alternativa concreta all'emigrazione lavorativa dei giovani del Sud, trasformando la mancanza di un'occupazione in un'opportunità di autoimpiego.
Le regioni ammesse sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia: un'area che comprende gran parte del Mezzogiorno continentale e insulare, e che riflette la logica di coesione territoriale con cui la misura è stata storicamente concepita e più volte rifinanziata.
Sul piano economico, il sostegno prevede due canali distinti a seconda delle dimensioni del progetto imprenditoriale: fino a 50.000 € come voucher, erogato al 100% a fondo perduto, per chi ha un progetto di taglia più contenuta, oppure fino a 200.000 € come contributo investimento, articolato in parte a fondo perduto e in parte tramite un finanziamento bancario agevolato. Questa seconda opzione consente di finanziare progetti più strutturati mantenendo comunque una componente non rimborsabile significativa.
Un aspetto procedurale importante riguarda le modalità di accesso: la domanda si presenta con procedura a sportello, senza graduatoria per merito, e le risorse vengono assegnate in ordine cronologico fino a esaurimento della dotazione stanziata. Significa che, a parità di requisiti, chi presenta la domanda con un progetto già ben definito e documentato ha maggiori probabilità di vederla istruita positivamente prima che i fondi si esauriscano.
Per chi valuta questa strada, il consiglio pratico è di non affrontare da soli la fase di predisposizione del business plan e della documentazione: un progetto imprenditoriale solido, con proiezioni economiche credibili e coerenti con l'attività che si intende avviare, è spesso l'elemento che fa la differenza in fase di valutazione, oltre a essere la base su cui poi si costruirà davvero l'attività.
Assistiamo i nostri clienti in tutte le fasi del percorso: dalla verifica preliminare dei requisiti soggettivi e del progetto, alla predisposizione della domanda e del business plan, fino alla rendicontazione finale delle spese sostenute, un passaggio spesso sottovalutato ma determinante per non perdere il beneficio ottenuto. Trovi tutti i dettagli nella nostra pagina dedicata a Resto al Sud.