Con l'ordinanza n. 21095/2026, la Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un professionista che esercitava anche un'attività d'impresa agricola con un'unica partita IVA.
La Corte ha stabilito che, in questi casi, spetta al contribuente indicare in modo analitico e dettagliato a quale delle due attività sia riconducibile ciascuna movimentazione bancaria contestata, fornendo una prova puntuale e non generica.
È un principio da tenere presente per chi gestisce più attività sotto la stessa partita IVA: una contabilità che distingua chiaramente le due gestioni è la miglior difesa in caso di accertamento.