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16 agosto 2026

Fondo di Garanzia PMI: 140 miliardi per l'accesso al credito nel 2026

Molte PMI meritevoli non riescono a ottenere credito bancario non perché il progetto non sia valido, ma perché non dispongono di garanzie reali sufficienti da offrire alla banca. Il Fondo di Garanzia per le PMI nasce esattamente per colmare questo divario, intervenendo come garante pubblico al posto, o a fianco, delle garanzie che l'impresa non è in grado di offrire.

Il meccanismo è semplice nella sua logica: il Fondo garantisce una quota del finanziamento richiesto dall'impresa, riducendo il rischio che la banca si assume nell'erogare il credito, e quindi aumentando la probabilità che il finanziamento venga concesso e, spesso, a condizioni migliori.

Le percentuali di copertura variano in base alla finalità del finanziamento: fino all'80% per gli investimenti, una quota che sale proprio perché si tratta di operazioni di sviluppo dell'impresa considerate prioritarie; 50% per la liquidità, un supporto più contenuto ma comunque significativo per le esigenze di cassa correnti; fino all'80% per la Nuova Sabatini, il microcredito e le startup innovative, categorie a cui il legislatore riconosce un trattamento di favore analogo a quello degli investimenti.

L'inclusione delle startup innovative tra le categorie con copertura all'80% è particolarmente rilevante: si tratta spesso di imprese giovani, senza uno storico creditizio consolidato né asset da offrire in garanzia, per le quali l'accesso al credito bancario ordinario sarebbe altrimenti quasi precluso.

Il funzionamento del Fondo è stato prorogato per tutto il 2026, con un plafond di impegni fissato a 140 miliardi di euro dalla Legge di Bilancio: una cifra che dà la misura di quanto questo strumento sia centrale nel sistema di sostegno al credito delle imprese italiane, ben oltre la dimensione di un singolo bando a termine.

A differenza delle misure che abbiamo visto finora, il Fondo di Garanzia non è uno strumento strutturale nel senso di essere sempre attivo e privo di scadenza, ma anche nel senso che la domanda non si presenta direttamente all'ente gestore: la richiesta di garanzia si inserisce all'interno della normale procedura di richiesta di finanziamento presso la banca o l'intermediario finanziario scelto, che è colui che poi attiva la garanzia del Fondo.

Questo significa che, per un'impresa, il primo interlocutore resta sempre la propria banca di riferimento: è nel dialogo con l'istituto di credito che va segnalata la volontà di avvalersi della garanzia del Fondo, elemento che può incidere positivamente sulla valutazione della pratica di affidamento.

Lo Studio Mascia supporta le imprese clienti nella predisposizione della documentazione economico-finanziaria da presentare in banca a supporto della richiesta di finanziamento assistito dalla garanzia del Fondo, un passaggio che spesso fa la differenza tra un'istruttoria rapida e una interlocuzione più lunga con l'istituto di credito.

Fonte: Mediocredito Centrale

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