L'Italia è stata tra i primi paesi europei ad adottare la fatturazione elettronica obbligatoria su larga scala, con il Sistema di Interscambio (SDI) diventato ormai familiare a imprese e professionisti. Ora è l'Unione Europea a muoversi nella stessa direzione con la riforma ViDA, e l'Italia ha già avviato il percorso di adeguamento a questo nuovo quadro comune.
Con la Legge 36/2026, pubblicata il 17 marzo scorso, l'Italia ha avviato il recepimento del pacchetto europeo ViDA (VAT in the Digital Age), l'iniziativa con cui la Commissione europea intende modernizzare il sistema IVA su scala continentale, puntando su digitalizzazione degli adempimenti e contrasto alla frode fiscale transfrontaliera.
Per ora si tratta di una delega al Governo, cioè di un mandato del Parlamento a emanare i decreti attuativi entro binari e principi definiti dalla legge stessa: le misure attuative concrete sono attese dal 1° gennaio 2027, il che significa che, nell'immediato, non cambia nulla negli adempimenti quotidiani di imprese e professionisti.
A livello europeo, la riforma prevede tappe scaglionate fino al 2030: dal 1° luglio di quell'anno, le fatture per operazioni intra-UE tra imprese (B2B) dovranno essere digitali e trasmesse entro 10 giorni dall'operazione, in sostituzione dell'attuale sistema di reverse charge basato su documentazione cartacea o comunque non standardizzata a livello comunitario.
Questo cambiamento, quando entrerà pienamente a regime, uniformerà il modo in cui le imprese europee gestiscono le transazioni transfrontaliere, con l'obiettivo dichiarato di ridurre il cosiddetto "VAT gap", cioè il divario tra IVA teoricamente dovuta e IVA effettivamente riscossa dagli Stati membri, un fenomeno in cui le frodi legate alle operazioni intracomunitarie giocano un ruolo rilevante.
Per le imprese italiane che già operano con l'estero, e in particolare per chi effettua abitualmente operazioni intra-UE, conviene iniziare a familiarizzare per tempo con la logica della riforma, anche se l'orizzonte attuativo pieno è ancora lontano: un cambiamento di questa portata richiede adeguamenti nei propri sistemi gestionali che è meglio pianificare con calma piuttosto che rincorrere all'ultimo momento.
Nel frattempo, resta pienamente in vigore l'obbligo di fatturazione elettronica tramite SDI per tutti i titolari di partita IVA, incluso il regime forfettario dal 2024: un punto fermo su cui l'esperienza italiana già consolidata rappresenta, di fatto, un vantaggio competitivo per le imprese nostrane rispetto alla transizione che altri paesi europei dovranno affrontare da zero.
Lo Studio Mascia seguirà l'evoluzione dei decreti attuativi della delega ViDA nei prossimi mesi, per informare tempestivamente i propri clienti, in particolare quelli con un volume significativo di operazioni intracomunitarie, sui nuovi adempimenti in arrivo dal 2027.
Fonte: Gazzetta Ufficiale