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31 agosto 2026

Decreto Correttivo Omnibus: adempimento collaborativo più conveniente

Con il Decreto Correttivo Omnibus si chiude, almeno per ora, il lungo cantiere di attuazione della delega per la riforma fiscale avviata con la Legge 9 agosto 2023, n. 111: un provvedimento che non introduce una rivoluzione delle regole, ma interviene con una serie di aggiustamenti su più fronti della normativa tributaria già riformata negli ultimi anni.

Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148, recante disposizioni integrative e correttive in materia di imposte sui redditi, imposta sulle successioni e donazioni, IVA, accise, controlli, adempimento collaborativo e semplificazione, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 agosto 2026 (Serie Generale n. 185, Supplemento ordinario n. 30) ed è in vigore dal 12 agosto, salve le decorrenze specifiche previste articolo per articolo, in alcuni casi retroattive al 2024 o al 2025.

Tra le novità più rilevanti per le imprese di maggiori dimensioni c'è il potenziamento del regime di adempimento collaborativo, la cooperative compliance che consente un dialogo preventivo e continuativo con l'Agenzia delle Entrate in cambio di un sistema di controllo interno dei rischi fiscali certificato, il Tax Control Framework.

La novità più pratica riguarda la gestione dei rischi fiscali relativi a condotte pregresse all'ingresso nel regime: le imprese aderenti potranno comunicarli spontaneamente all'Agenzia, a condizione che la comunicazione sia completa e preceda l'avvio di controlli o indagini, evitando così di doverli scoprire e gestire in un secondo momento in un contesto meno favorevole.

Sul piano della liquidità, il correttivo introduce un vantaggio concreto: le somme dovute a seguito della risposta dell'Agenzia delle Entrate alla comunicazione spontanea potranno essere rateizzate fino a venti rate trimestrali, cioè fino a cinque anni, anziché essere versate in un'unica soluzione, un aspetto che può fare una differenza sostanziale per un'impresa che si trova a dover regolarizzare importi significativi.

Va ricordato che l'accesso al regime resta riservato alle imprese di maggiori dimensioni: per il 2026 e il 2027 la soglia ordinaria di accesso è fissata a 500 milioni di euro di ricavi o volume d'affari, con una progressiva riduzione prevista fino a 100 milioni dal 2028, e con la possibilità di accesso anche per le imprese che fanno parte di un gruppo che, nel complesso, raggiunge la soglia pur non raggiungendola singolarmente.

Per le imprese che hanno già presentato istanza di adesione nel 2024 o nel 2025, c'è una scadenza operativa da non perdere di vista: la prima certificazione di disegno del Tax Control Framework, rilasciata da un professionista indipendente, va prodotta entro il 30 settembre 2026, mentre per le imprese già ammesse al regime è richiesta un'attestazione di efficacia operativa del sistema entro il 31 dicembre 2026.

Per le imprese che rientrano, o si avvicinano, ai requisiti dimensionali del regime, la combinazione tra questi correttivi e la progressiva riduzione della soglia di accesso rende opportuna una valutazione tempestiva dei vantaggi dell'adesione, soprattutto per chi ha rischi fiscali pregressi che potrebbe convenire regolarizzare spontaneamente prima che emergano in un controllo.

Lo Studio Mascia segue l'evoluzione della disciplina sull'adempimento collaborativo e assiste le imprese clienti nella valutazione dei requisiti di accesso e nella predisposizione della documentazione necessaria, in coordinamento con i professionisti incaricati della certificazione del sistema di controllo interno.

Fonte: Gazzetta Ufficiale

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