Il settore primario è spesso percepito come lontano dalla digitalizzazione 4.0, ma la meccanizzazione avanzata, i sistemi di monitoraggio e i macchinari di precisione stanno diventando centrali anche in agricoltura, pesca e acquacoltura, ed è a questo tipo di investimento che si rivolge il credito d'imposta dedicato al settore.
Le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura che investono in nuovi beni strumentali 4.0, sia materiali che immateriali, possono beneficiare di un credito d'imposta pari al 40% del costo sostenuto, fino a un massimo di 1 milione di euro per impresa: un tetto che consente di finanziare anche investimenti di dimensioni significative, come l'acquisto di macchinari agricoli di ultima generazione o di software gestionali integrati.
L'inclusione dei beni immateriali accanto a quelli materiali è un aspetto rilevante: non si tratta solo di trattori, impianti o attrezzature fisiche, ma anche di software, sistemi di gestione dei dati di produzione e strumenti digitali che permettono di ottimizzare i processi produttivi, un ambito spesso trascurato dalle imprese agricole più tradizionali.
Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028, con la possibilità di una proroga al 30 giugno 2027 per chi, entro la fine del 2026, ha già un ordine accettato dal fornitore accompagnato da un acconto di almeno il 20% del costo: una condizione che premia le imprese che pianificano l'investimento con anticipo, anziché decidere all'ultimo momento.
Un aspetto che rende questa misura particolarmente pratica rispetto a molti bandi è la sua natura automatica: non è necessario presentare una domanda a uno sportello, attendere una graduatoria o rispettare una dotazione limitata di fondi soggetta a esaurimento. Il credito si matura semplicemente rispettando i requisiti di legge sull'investimento effettuato.
L'utilizzo avviene direttamente in compensazione tramite modello F24, il che significa che il beneficio si traduce in un risparmio immediato sui versamenti fiscali e contributivi correnti dell'impresa, senza dover attendere l'esito di un'istruttoria amministrativa.
Per un'impresa agricola che sta pianificando un investimento in nuovi macchinari o in strumenti digitali di gestione della produzione, la raccomandazione pratica è verificare in anticipo, insieme al proprio commercialista, la corretta qualificazione del bene come 4.0 secondo i requisiti tecnici previsti, un passaggio da cui dipende la spettanza stessa del credito d'imposta.
Lo Studio Mascia assiste le imprese del settore primario nella verifica dei requisiti tecnici dei beni acquistati, nel calcolo del credito maturato e nella sua corretta esposizione nel modello F24 e in dichiarazione dei redditi.
Fonte: MIMIT